La Maratona di Torino si tinge di Blu Interforze

Per raccontare le emozioni e le impressioni della trentesima edizione della Maratona di Torino, svoltasi il 29 ottobre 2017 nel capoluogo piemontese, voglio iniziare dalla fine, voglio stampare per sempre nella mia e nella vostra memoria, l’arrivo in parata di Iftin Hassan con la sua mamma e la sue tostissime accompagnatrici Simona Boassa e Sirlene Pereira. L’immagine racchiude in sé molti dei valori dello sport: la determinazione, la gioia, condivisa, per il raggiungimento del risultato e il sostegno dei compagni. Valori che sono la forza del Gruppo Sportivo Interforze e che ne fanno il nostro marchio di fabbrica.
A dimostrazione di tutto questo, infatti, c’è il ringraziamento che Iftin ha voluto fare a fine gara: “Grazie a tutti: avete reso speciale la mia maratona. Grazie davvero! Mi avete commosso: siete un gruppo unico e lo dico dal profondo del cuore.”

Ritornando alla cronaca, la giornata di sport comincia, come sempre, prestissimo con il ritrovo in Galleria San Federico per le foto di rito e per gli abbracci di incoraggiamento a tutti gli atleti che correranno le tre competizioni previste: la Maratona, La 30 e la City Run (8 km). E come sempre, il clima è di gioia.
Per la City Run è d’obbligo citare la vittoria come primo assoluto di William Maiolo che archivia la pratica in 26 minuti e spiccioli (neanche il tempo di farmi prendere un caffè), ma anche la presenza all’appello delle nostre promettentissime nuove leve Elisa Giummara e Leandro Ruffino che hanno portato una ventata di gioventù al gruppo e che rappresentano il nostro futuro.
I partecipanti a La 30, invece, sono tutti atleti super navigati che hanno affrontato quella distanza, chi in preparazione di altre maratone e chi per affiancare gli amici in un pezzo del percorso della regina, eccezion fatta per Filippo Cassano che per la prima volta, a sole quattro settimane dalla sua prima Mezza Maratona, si è cimentato, e con successo direi, in un’altra sfida.

Ma la vera novità di questa edizione, è stata la partecipazione in blocco di un folto e variopinto gruppo di atleti di Interforze all’allestimento e al servizio di ristoro del 35esimo chilometro. Senatori GSI e “giovani” iscritti hanno, per una domenica, tolto le scarpette da corsa e si sono dedicati a rifocillare e a supportare i podisti prima dello sforzo finale. Per i nostri partecipanti alla gara è stato più di un ristoro qualunque, è stata un’iniezione di fiducia, la benzina per lo sprint finale e lo stimolo a non mollare. E come riassume Daniele “Jack” Giacalone, seppur veterano di maratone, in un post su Facebook: “Il 35 con il ristoro tutto Interforze con un abbraccio davvero emozionante di un’altra parte di persone speciali della mia vita e soprattutto Maria e Jole che sembra che con uno sguardo mi capiscono totalmente, insieme a mia Sorella Fabiana e mio Cognato Michele che hanno sempre una forza e una energia inarrestabile” è stato per tutti un passaggio cruciale.
Ora però bisogna dare spazio ai protagonisti della giornata, i maratoneti. Qualsiasi distanza merita rispetto e applausi, ma la Maratona, non si sa come mai, ha un significato diverso, forse perché, con le dovute proporzioni, è una metafora della difficoltà a cui talvolta la vita ci mette di fronte, e per questo motivo, ritengo doveroso citare, in rigoroso ordine alfabetico, tutti gli atleti GSI che hanno affrontato i 42195 metri della Maratona di Torino: Daniele Giacalone, Iftin Hassan, Leonardo Lovaglio, Davide Massa, Sonia Orlando, Federica Sicignano, Luca Spedicati e Franco Mario Torrazza.
Dalla mia postazione all’arrivo li ho visti sfilare tutti e tutti con lo stesso sorriso stampato sul viso. Li ho visti ricevere con fierezza la medaglia dalla nostra Marcella Mangano e solo dopo aver preso i meritati abbracci, li ho visti sedersi a riposare.
È il secondo arrivo di Maratona cui assisto così da vicino, e la sensazione è sempre la medesima: una sensazione di gioia profusa: quella dei finisher, quella di chi è venuto a vederli e quella di chi, per pochi o per buona parte dei chilometri, li ha accompagnati all’arrivo. Una reazione a catena di allegria.
A questo proposito e a comprovare, se ancora ce ne fosse bisogno, la coesione del gruppo, ci sono i sorrisi di soddisfazione e di sincera esultanza di Sandra Boscasso, di Valentina Cognasco e di Piero Rosato per aver accompagnato al traguardo un compagno di squadra nel primo caso, Davide Massa, e due amici di Torino Corre, Fabio Basilisca e Giuseppe Sassano alla loro prima maratona, negli altri due.

 

 

 

 

Ma come ho iniziato, così voglio terminare questo racconto: con un’immagine, quella del caparbio e instancabile Andrea Pellegrini, iscritto da pochi mesi al Gruppo Sportivo Interforze. Il 29 ottobre ha corso la City Run insieme ai suoi bambini, o meglio affiancato da quello più grande, Stefano, di 10 anni, e con, nel vero senso della parola, quello più piccolo, Lorenzo, di 5 anni, perché l’ha portato per tutti gli 8 chilometri sulle spalle. L’ho scelta perché mi ha portato a questa considerazione: “Non importa quanto è lunga la distanza e chi è il più forte o chi è il più debole, in un modo o nell’altro, però insieme, si arriva al traguardo.”

Annarita

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